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Borghi d'Italia: Calitri

Un groviglio di strade e case che si arrampicano sulla montagna e la sensazione che il tempo si sia fermato.

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Oggi per la rubrica Borghi d’Italia, vi guidiamo alla scoperta di Calitri, uno degli ultimi paesi dell’Alta Irpinia, magnifico territorio dell’entroterra campano.

In lontananza Calitri appare come una nave che solca i verdi monti Picentini che la circondano, per la sua forma trapezoidale che si stringe in cima, dove culmina con l’antico castello. Man mano che ci si avvicina, però, i i colori delle case si fanno più nitidi: giallo, arancione, delle punte di rosso vivo e tutte le loro gradazioni, come in uno di quei ventagli che raccolgono i campioni di vernici. Ormai giunti alle pendici del borgo, questo apparirà come un presepe: un groviglio di strade e case che si arrampicano sulla montagna e la sensazione che il tempo si sia fermato. Sensazione che trova conferma una volta giunti nel centro storico dove vi troverete in stretti vicoli decorati con archi, logge balconi, sottopassaggi, stemmi gentilizi, portali. Passeggiando, scoprirete anche palazzi con portali monumentale, imponenti chiese ma anche minuscole botteghe di prodotti locali e, se guardate bene, delle grotte. Si tratta di cavità di arenaria e tufo che, non si sa bene come, sorreggono il paese e ne sono la sua quarta dimensione. In queste grotte viene stagionato il caciocavallo Irpino di Grotta, il cui odore, insieme a quello del pane e della salsiccia vi accompagnerà nella vostra passeggiata.

Ma cosa vedere di preciso a Calitri? Nel breve spazio che abbiamo, proveremo a menzionare i monumenti più importanti, cominciando da Piazza della Repubblica, centro del paese. Salendo per la scalinata che fiancheggia palazzo Mirelli si giunge al Piano San Michele, sito di un'antica chiesa, dal quale possiamo accedere al Borgo Castello, i cui locali ospitano la Mostra Permanente della Ceramica Calitrana, altra eccellenza del territorio. Da vedere è l’ex convento cinquecentesco delle Benedettine, oggi sede del Comune e l’attiguo Palazzo Rinaldi e infine Palazzo Berrilli con la Torre dell’Orologio e la bella loggia a dieci arcate.
Interessanti anche gli edifici religiosi, come la chiesa di San Canio, patrono di Calitri, che risale al VIII secolo, la cui storia è legata a varie distruzioni causate dai terremoti che nel corso dei secoli hanno colpito il paese. 

Cosa mangiare

Visitare un borgo significa anche assaggiarne i prodotti tipici. La cultura gastronomica calitrana è antichissima e genuina: i cingul' ( pasta simile ai cavatelli pugliesi) e le cannazze (ziti spezzati), servite con ragù e pecorino grattugiato, sono i piatti tipici per eccellenza.

Per la foto si ringrazia Alfredo Cesarano