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Borghi d'Italia: Poggio Imperiale

Scoprite il borgo in provincia di Foggia

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Per il due Giugno vi abbiamo parlato della tradizione del Corpus Domini, molto sentita soprattutto in alcune città e paesi della penisola. Tra questi, Poggio Imperiale, il borgo in provincia di Foggia di cui vi parliamo oggi. In occasione della festa di oggi, è tradizione allestire, lungo il tragitto della processione alcuni altarini detti "sabbúleke", dove viene esposto il Sacramento. Si tratta di altarini allestiti all'interno di case a pian terreno, che diventano vere e proprie cappelle. I "sabbúleke" sono realizzati interamente a mano dalla gente del quartiere, che per l'occasione, adopera le coperte più belle, utilizzate per abbellire l'altarino e il percorso della processione, stendendole sui balconi.

Porta della Puglia e del Gargano, Poggio Imperiale si adagia su un’altura del promontorio garganico, da cui gode di un panorama incantevole sulle vicine lagune. Il paese è conosciuto nel dialetto locale con il nome di Tarranòve per la sua recente fondazione. Infatti, fu il principe Placido Imperiale, nel Settecento, a scorgere un caratteristico agglomerato di casupole sulla collina e a farne la sua città. Così nacque Poggio Imperiale, piccolo borgo raccolto intorno alla Chiesa di San Placido Martire.

Da vistare, Piazza Placido Imperiale, dove è sita la scacchiera fissa più grande d’Europa e dove si tiene il caratteristico Palio della Dama vivente, Nella piazza è inoltre possibile ammirare il busto marmoreo del Principe Imperiale e il monumento ai caduti di tutte le guerre. Al di sotto della superficie della piazza stessa sono ancora oggi visibili, tramite apposite aperture vetrate, le sottostanti fosse granaie, dove fino ai primi anni del secolo scorso veniva stipato il grano raccolto.

La strada principale è Corso Vittorio Veneto, conosciuto come "il Viale": ricostruito nel 2010 interamente in pietra di Apricena, è sede della mostra permanente delle pietre estratte dal bacino marmifero di Apricena, Poggio Imperiale e Lesina. Nella pavimentazione sono infatti presenti otto ovali in pietra, abbracciati da blocchi di marmo convertiti a panchine; ogni ovale è realizzato con una varietà diversa di pietra qui estratta, con scolpite indicazioni riguardanti la tipologia e poesie di artisti locali.

Merita una visita il Santuario di San Nazario, dove sgorga una sorgente d’acqua calda, da cui si origina il torrente Caldoni, e dove è conservato il cippo marmoreo, oggi levigato dalle tante mani devote, dove, secondo la leggenda, si sarebbe lavato i piedi il martire Nazario.

Foto da Rete comuni italiani