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Stranezze d'Italia: Santuario di San Romedio

Il Santuario a picco sulla roccia, tra storia e leggenda

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Oggi vi raccontiamo di uno dei santuari più caratteristici d’Europa che si trova in Trentino, in Val di Non, su un ripido sperone di roccia. Parliamo del complesso di San Romedio, che si erge solenne al centro di una selvaggia forra, in bilico su un picco alto più di 70 metri.

Un’aura di mistero e leggenda avvolge questo Santuario, costituito da costituito da cinque chiese erette nell'arco di circa novecento anni fra il 1000 e il 1918m unite tra loro dai 130 gradini di una spettacolare scalinata. Il sentiero che conduce al Santuario di San Romedio è una delle passeggiate di culto più significative del Trentino, percorsa ogni anno da migliaia di pellegrini.

La chiesa più antica, eretta in cima al torrione roccioso intorno all’anno 1000, conserva la tomba di roccia dell’eremita a cui è dedicato il Santuario. Le altre furono edificate successivamente, costruendo verso il basso, la chiesetta dell’Addolorata, la più recente, costruita in ringraziamento per la pace dopo la Grande Guerra del 1915-1918, la chiesetta di San Giorgio del 1487, la chiesetta di San Michele del 1514 e infine la chiesa maggiore di San Romedio eretta nel 1536.

Su San Romedio esistono varie leggende, la più nota è quella che riguarda un orso. Si narra di Romedio che, volendo recarsi a Trento per un ultimo saluto al suo vescovo Vigilio, chiese ad un suo discepolo di sellargli il cavallo. Questi però tornò indietro terrorizzato raccontando che un orso stava sbranando il cavallo. Il vecchio eremita non si scompose e gli disse: “Allora metti le briglie all’orso”. Il discepolo, che di Romedio si fidava ciecamente, tornò indietro e, pur con la dovuta titubanza, avvicinò le briglie all’animale il quale chinò il grosso capo e si fece sellare tranquillamente. Il Santo poté così raggiungere Trento a cavallo dell’orso. Proprio ricordando questa leggenda, nel 1958 il senatore conte Gian Giacomo Gallarati Scotti, membro d’onore del comitato del WWF in Italia, comprò Charlie, un orso destinato a morire perché la sua pelle fosse venduta, e lo donò al santuario di San Romedio. Da allora recinto per gli orsi adiacente al santuario vengono periodicamente custoditi degli orsi in cattività.

Il 15 gennaio di ogni anno si festeggia il giorno di San Romedio con una messa ed il tradizionale piatto del pellegrino a base di trippe.

Foto da Trentino.com