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Stranezze d’Italia: Bussana Vecchia, il borgo di artisti

La storia della cittadina ligure, passata da borgo fantasma a comunità di artisti.

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Per la Rubrica Stranezze d’Italia, oggi parliamo di una comunità artistica nata sulle rovine di un borgo medievale abbandonato. Parliamo di Bussana Vecchia, cittadina su una collina alle spalle di Sanremo, distrutta gravemente da un violento terremoto nel 1887. La cittadina dell’entroterra sanremese venne abbandonata dagli abitanti, su ordine del governo, e l’intera comunità fu trasferita circa tre chilometri più a valle, fondando il paese di Bussana Nuova. Bussana rimase un borgo fantasma per più di sessant’anni: infatti fino agli anni ’40 del Novecento il paese venne usato come deposito di materiali da costruzione e dopo la Seconda Guerra Mondiale come rifugio per alcune famiglie di immigrati provenienti dal sud Italia. Questi furono allontanati dall’amministrazione della vicina città di Sanremo, che ordinò la distruzione di tutte le abitazioni rimaste agibili. La storia della comunità di artisti di Bussana inizia alla fine del 1950, quando il ceramista torinese Mario Giani, in arte Clizia, si stabilì nel borgo deserto, dove aprì la sua bottega con l’idea di attirare altri artisti e fondare una comunitàCosì fu: nel giro di pochi anni molti artisti, anche internazionali, si stabilirono a Bussana con l’intento di fare di quella manciate di case un luogo votato all’arte, una galleria a cielo aperto. La vita della comunità era, ed è tuttora, regolata da una "Costituzione", depositata presso un notaio sanremese. Nel regolamento si legge che gli edifici di Bussana sono a completa disposizione della comunità per svolgere attività artistica e non è possibile rivendicarne la proprietà. Non possono passare auto a Bussana e non si paga per bere, ma ognuno dà in cambio quello che vuole. Ancora, ogni rudere occupato deve essere prima ristrutturato utilizzando materiali recuperati dalle macerie, rispettando la struttura urbanistica medioevale del borgo. Rimasta intatta è la suggestiva Chiesa di Sant'Egidio che non è stata, volutamente, mai ristrutturata e che conserva le tracce di quelli che erano gli stucchi e le pitture che ne adornavano gli interni. L’arte ha quindi riportato alla vita gli antichi edifici distrutti dal terremoto, creando un luogo unico al mondo. Un’oasi di creatività, un museo a cielo aperto, con botteghe di artigiani, gallerie d’arte, un esperimento di vita alternativa, fuori dalla società. Tuttavia lo scorso dicembre il demanio ha inviato agli abitanti delle lettere con delle ingiunzioni di pagamento di migliaia di euro definendoli occupanti abusivi. Nello stesso mese gli artisti hanno lanciato una petizione su Change.org per "Salvare Bussana Vecchia".

(Foto: Zingarate.com)