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Stranezze d’Italia: Curon Venosta, il paese sommerso

La storia del paese altoatesino sommerso dalle acque.

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Siamo nella val Venosta, in Alto Adige, vicino ai confini dell'Italia con l'Austria e la Svizzera. Dal lago di Resia, il più grande della regione, spunta un campanile: è quello che resta del paese di Curon Venosta, noto come il “paese sommerso”. Senza dubbio la visione che ci si trova di fronte giungendo al Lago di Resia è affascinante, unica nel suo genere, da cartolina. Difatti Curon è una delle principali attrazioni turistiche della zona, specialmente in inverno, quando il lago si ghiaccia e il campanile si può raggiungere a piedi. Nei mesi estivi, è possibile lanciarsi nelle acque del lago con il kitesurf oppure assistere all’annuale regata internazionale e iscriversi ai corsi di vela per principianti. Il lago si può girare in barca con l’imbarcazione MS Hubertus Interregio, ascoltando da una guida il racconto della tragica storia del paese sommerso.

Un po’ di storia

Dietro questo scenario idilliaco si nasconde un evento che ha cambiato per sempre la vita degli abitanti della piccola comunità alpina di Curon Venosta e che ha a che fare con la costruzione di una diga artificiale. Siamo negli anni Cinquanta del Novecento, quando si decide di costruire una diga per unificare i tre laghi naturali del Passo della Resia: il lago di Resia, il lago di Curon e il lago di San Valentino alla Muta. Il progetto di sfruttare le loro acque per produrre energia idroelettrica risale in realtà all’inizio del secolo ma i lavori subirono continue interruzioni e rallentamenti, per le difficoltà economiche del periodo dei conflitti mondiali. I lavori furono ripresi ed ultimati con l'inaugurazione il 28 agosto 1949, non senza proteste da parte degli abitanti del luogo, che rimasero inascoltate. Questi furono costretti ad abbandonare la zona: furono rase al suolo 163 case e furono sommersi 523 ettari di terreno. Il paese di Curon fu ricostruito a poca distanza dall’antico insediamento, in una posizione elevata. Tutto fu distrutto tranne il campanile trecentesco della chiesa di Santa Caterina che rimase in piedi ed è perciò l’unico superstite di quella piccola comunità alpina. Oggi, oltre che luogo turistico, il campanile è una bene tutelato: proprio nel 2009 sono stati conclusi dei lavori di restauro del campanile romanico.Una leggenda racconta che in alcune giornate d'inverno si sentano ancora suonare le campane che invece furono rimosse dal campanile il 18 luglio 1950, prima che il paese venisse totalmente sommerso.

(Foto: Llorenzi, via Wikimedia Commons)