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Stranezze d’Italia: la lingua di Sant'Antonio

Tutto sulla reliquia del santo patrono di Padova.

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La splendida Basilica Pontificia di Sant’Antonio a Padova è meta di pellegrinaggio internazionale, un capolavoro artistico notevole, oltre che principale monumento di Padova. Fino a qui nulla di strano. All’interno della cattedrale però, si nasconde una reliquia molto particolare: parliamo della lingua di Sant’Antonio. L8 aprile 1263, lallora Ministro generale dei frati francescani Bonaventura da Bagnoregio, ispezionando le sacre spoglie del santo trovò intatta la lingua, dopo più di trent’anni dalla morte. Si tratta di un mistero ancora irrisolto, accolto come un miracolo: la lingua, strumento per la predicazione del Santo di Padova è oggi ancora visibile nella Cappella del Tesoro della Basilica.Per celebrarne il ritrovamento, si tiene in città la festa della traslazione delle reliquie del Santo, conosciuta come "Festa della Lingua”. Si celebra il 18 febbraio ed è la seconda festa dedicata a Sant’Antonio per importanza, dopo il 13 giugno.Ogni anno sono tantissimi i fedeli che si recano nella città veneta per commemorare lo straordinario miracolo e visitare la splendida Cappella. Il Santuario di per sé è riconosciuto dalla Santa Sede come Santuario internazionale, ed è anche uno dei più celebri e frequentati luoghi di culto di tutta la cristianità.Il tempio fu iniziato nel 1232 a onore di Sant’Antonio di Padova e fu compiuto nella sua parte principale sul finire del secolo. La cappella in particolare fu eretta verso la fine del XVII secolo, in stile barocco dunque molto pomposo, sontuoso, ricco. Qui ci sono tre nicchie dove sono esposti decine di reliquiari. Nella nicchia di sinistra è conservato un moderno reliquiario contenente una reliquia di san Giovanni Paolo II, un osso del piede, un frammento di cute e capelli del Santo. Ma è nella nicchia centrale, racchiusa in uno splendido reliquiario prodotto da un orefice nel quattrocento, che è conservata la Lingua di sant’Antonio; la cappella custodisce anche la tonaca di santAntonio e la cassa in cui era stato deposto il corpo. Nel 1991 Felice Maniero, capo della Mala del Brenta trafugò il mento di Sant’Antonio, conservato sempre nella basilica ma in un altro reliquiario. Il criminale confessò poi che il suo scopo era prendere possesso della Lingua . Due mesi dopo il furto, la reliquia fu ritrovata a Roma in circostanze ancora poco chiare. A questi fatti di cronaca si ispira il film La lingua del santo pellicola del 2000 diretta da Carlo Mazzacurati con Antonio Albanese e Isabella Ferrari.

(Foto: Sailko)