Il blog di Localiditalia.it

Il Parco Vergiliano a Piedigrotta

Il suggestivo parco partenopeo che accoglie le spoglie di Virgilio e Giacomo Leopardi.

Condividi

Sulle pendici del promontorio tufaceo di Posillipo, a due passi dalla stazione di Mergellina si trova un piccolo parco che racchiude suggestioni e cultura, oltre ad essere un punto panoramico privilegiato sul golfo di Napoli.

Il parco Vergiliano a Piedigrotta è un po' nascosto e entrando non si ha l’impressione di trovarsi in un luogo così importante ma basta una breve salita per ritrovarsi dietro l’angolo l’imponente monumento funebre che accoglie le spoglie di Giacomo Leopardi. Si tratta di un’alta ara marmorea, posta dinanzi una suggestiva grotta di tufo adornata di rami di edera, che ben omaggia la grandezza del poeta. Leopardì morì di colera nella città partenopea che tanto amò nel 1838 e fu seppellito in un primo momento nella chiesa di San Vitale a Fuorigrotta e trasferito poi nel Parco Vergiliano nel 1934.

Salendo ancora, si giunge all’ingresso della Crypta Neapolitana, una delle più antiche gallerie del mondo, creata in età augustea per collegare Mergellina con i Campi Flegrei. Nota anche come Grotta vecchia di Pozzuoli, è interamente scavata nel tufo per una lunghezza di 700 metri ed oggi è solo in parte visitabile. Nel corso di restauri d’epoca aragonese fu rinvenuto nella grotta un bassorilievo in marmo bianco che raffigura Mitra, dio pagano e non a caso la superstizione popolare ha sempre associato alla grotta qualcosa di misterioso, quasi magico. La Crypta è legata anche ai riti pagani destinati a propiziare la fecondità che si festeggiavano proprio nei pressi della grotta e ancora oggi, dal 3 al 12 settembre, a Napoli si svolge la secolare Festa della Madonna di Piedigrotta, divenuta col passare degli anni anche kermesse di musica napoletana.

Secondo la tradizione fu proprio Virgilio a scavare la Crypta: nel Medioevo il poeta era considerato un mago, culto legato all’Eneide, nei cui versi secondo la visione del tempo veniva preannunciata la venuta di Cristo. I Napoletani consideravano Virgilio divino protettore della città di Partenope e non a caso il suo mausoleo annunciato dal famoso epitaffio Mantua me genuit, Calabri rapuere, tenet nunc Parthenope domina il lato napoletano della Crypta.

Il mausoleo è detto colombario perché caratterizzato da numerose nicchie e si raggiunge percorrendo una stretta scala di tufo, mentre si ammira il panorama mozzafiato dell’orizzonte del golfo di Napoli, circondati da piante e alberi che secondo la leggenda fornirono i legni per la costruzione del cavallo di troia. Già in epoca antica questo luogo divenne di culto e ne riferiscono per secoli poeti, cronisti e viaggiatori e nel silenzio del giardino si percepisce ancora oggi un’aria di solennità e insieme di mistero che ne fa un posto unico e assolutamente da visitare.