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La Latomia del Paradiso e l’Orecchio di Dionisio

A Siracusa possiamo trovare una vallata scavata nella roccia ricca di cave uniche.

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Ci troviamo a Siracusa, nel Parco della Neapolis, una delle aree archeologiche più importanti della Sicilia e più estese di tutto il Mediterraneo, è uno straordinaria testimonianza della storia dell'antica Siracusa. Qui è possibile ammirare alcuni tesori artistici e storici unici tra cui l’Anfiteatro Romano, di poco inferiore per dimensioni allArena di Verona, l’Ara di Ierone II, il Teatro Greco, il più grande dell’isola, dove Eschilo mise in scena la sua tragedia “I persiani”, in assoluto la più antica opera teatrale pervenuta.

Immersa fra la rigogliosa natura mediterranea di ulivi, agrumi, melograni e carrubi del Parco archeologico, anche area verde più estesa della città, si trova la Latomia del Paradiso, una vallata scavata nella roccia, un complesso di cave artificiali (latomia significa “cava”) utilizzate sin dall’epoca romana per estrarne materiali da costruzione.

Non solo, queste grotte venivano usate anche come prigioni e vi furono incarcerati i pochi soldati superstiti della grande armata ateniese sconfitta nella spedizione in Sicilia, lasciati a morire di stenti e freddo qui nelle latomie.

Tra queste si distingue la grotta cosiddetta “Orecchio di Dionisio”: scavata nel calcare, alta 23 metri e profonda 65 metri, la cava ha una forma singolare, sinuosa, che ricorda un padiglione auricolare ed è dotata di proprietà acustiche eccezionali, tanto che può amplificare i suoni di ben 16 volte.

Si dice che fu Caravaggio, fuggitivo da Malta e in visita a Siracusa nel 1608 a dare a questa cava il caratteristico nome, prendendo spunto da una leggenda cinquecentesca che narra che il famoso tiranno Dionisio avesse fatto costruire appositamente questa grotta per ascoltare da una fessura le parole dei suoi nemici fatti prigionieri, sfruttando così l’incredibile eco della cava.

Del complesso della Latomia del Paradiso, così affascinante da colpire anche il celebre poeta Salvatore Quasimodo, il quale dedicò a queste cave uniche un componimento della raccoltaErato e Apollion”, fanno parte anche la Grotta dei Cordari e del Salnistro, la prima così chiamata in quanto fino a pochi decenni fa alcuni artigiani vi lavoravano la canapa producendo corde di ogni tipo e, secondo ricostruzioni, vi fu rinchiuso il poeta Filosseno che vi compose il suo “Ciclope”.

Il parco archeologico, imperdibile tappa della Sicilia Orientale, è aperto tutti i giorni dalle 8.30 alle 16.45 ed è raggiungibile con un autobus dalla stazione centrale di Siracusa. Date le pochissime zone d’ombra nell’area, è consigliabile visitare la Neapolis in primavera o autunno; il parco aderisce all'iniziativa "Domeniche al museo": ogni prima domenica del mese l’ingresso è gratuito per tutti.