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Il Rosengarten di re Laurino

La leggenda del re dei nani e del suo giardino delle rose.

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L’ Alto Adige è ricco di fiabe e leggende che hanno come sfondo le affascinanti vette delle Dolomiti. Una delle più famose e riguarda il massiccio del Rosengarten, Catinaccio in italiano, che domina l’orizzonte di Bolzano ed è ben noto per il bagliore rosa che assume il suo profilo al tramonto.Scientificamente il fenomeno è dovuto alla dolomia, composto chimico contenuto nelle pareti rocciose delle Dolomiti ed è chiamato enrosadira, parola latina che significa “diventare di colore rosa”. Al calare del sole infatti le montagne si tingono di un colore rosso intenso che assume varie tonalità di rosa e viola, prima di confondersi con il buio.

Il nome tedesco di Rosengarten racchiude invece la triste leggenda del re Laurino, il quale avrebbe celato il suo giardino delle rose, Rosengarten appunto, proprio tra le rocce dolomitiche. Laurino, potente re dei nani, voleva prendere in moglie Similde, figlia del re dell’Alto Adige e per farlo doveva partecipare al torneo cavalleresco che il re aveva organizzato per trovare uno sposo alla principessa. A Laurino fu proibito di torneare ma questi decise di utilizzare il suo mantello magico che lo rendeva invisibile e presentarsi al duello. Appena vide Similde se ne innamorò all’istante e la condusse con sé nel suo regno. I cavalieri, guidati da Teoderico il Grande, si misero alla ricerca della principessa rapita e arrivarono al giardino di rose di Laurino, il quale li attendeva pronto allo scontro: aveva indossato una cintura magica che gli dava la forza di dodici uomini. Quando si rese conto che questo stratagemma non bastava per vincere gli uomini di Teoderico, indossò di nuovo la cappa che lo rendeva invisibile e si mise a saltellare da una parte all'altra del giardino, allora i cavalieri riuscirono a catturarlo proprio osservando il movimento delle sue preziose rose. Laurino, sconfitto, lanciò allora una maledizione al giardino "né di giorno, né di notte alcun occhio umano potrà più ammirarti". Ma nell'enfasi si dimenticò dell'alba e del tramonto.

Bolzano, lungo la passeggiata del torrente Talvera, nel 1907 venne innalzata una scultura in marmo che raffigura proprio la leggenda del Rosengarten e la sconfitta di Laurino per mano di Teoderico. Dopo loccupazione fascista dellAlto Adige nel 1918 la statua divenne oggetto di diatribe tra le etnie conviventi nel territorio e nel 1933 fu distrutta da squadre fasciste perché considerata oltraggio e insulto alla popolazione italiana di Bolzano ed esaltazione del mondo germanico. Tale gesto innescò una sere di proteste e lunghe trattative: solo nel 1994 la statua, al termine di lunghe trattative, fu riportata a Bolzano e ricollocata davanti al palazzo della Provincia, dove si trova tuttora.