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I cibi "portafortuna" di Capodanno

I piatti considerati di buon auspicio per il cenone di San Silvestro.

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Anche chi si definisce razionale e restio a credere nelle superstizioni, troverà difficile non cedere alla tentazione di preparare o mettere sulla tavola del cenone di Capodanno alcuni cibi portafortuna, della serie “tentar non nuoce”. Tradizionali della notte di San Silvestro, questi piatti sono dei riti propiziatori a cui è impossibile sottrarsi ed ognuno di essi ha un significato preciso. Eccone alcuni, insieme a una breve lista di quelli da evitare.

Prime fra tutti le lenticchie, legume più antico coltivato dall’uomo, che per la loro forma tonda e appiattita ricordano delle monete e per questo sin dall’antica Roma vengono mangiate a San Silvestro, come augurio di ricchezza. In passato all'inizio del nuovo anno era tradizione regalare una scarsella, una borsa di cuoio da legare alla cintura, piena di lenticchie con lauspicio che queste si trasformassero in monete nel corso dellanno alle porte.

Anche i chicchi di riso rappresentano per tradizione abbondanza e ricchezza e, oltre per come ingrediente per le ricette del Cenone, il riso si può usare come decorazione sia sparso sulla tavola che messo in ciotole o sacchetti segnaposto. Passando ai secondi, non deve mancare nel menù un piatto a base di maiale, che sia il classico cotechino da accompagnare alle lenticchie o altre preparazioni tipiche regionali, il maiale simboleggia il progresso perché è un animale che non è in grado di camminare all’indietro.

Un antico proverbio, recita: “chi mangia l'uva per Capodanno conta i quattrini tutto l’anno e infatti questa frutta è immancabile nella cena di San Silvestro. Il rito tradizionale, di origine contadina, prevede che si mangino 12 acini d’uva, in quanto ognuno rappresenta un mese dell’anno alle porte. Da non dimenticare anche i mandarini e in generale gli agrumi, considerati di buon auspicio per una lunga vita per la loro forma tonda che oltre a ricordare il denaro, simboleggia l’eternità. La melagrana, considerata sacra già nella mitologia greca e latina, amata da Giunone e Venere, è considerata simbolo di ricchezza e fertilità e può essere impiegata in cucina in vari modi, sia per primi piatti che per dolci o insalate oltre che come decorazione.

Da evitare invece i crostacei, quindi aragoste e gamberi ad esempio, che rappresentano un futuro incerto in quanto animali capaci di camminare all’indietro e assolutamente banditi anche i piatti a base di carne di volatile, altrimenti la fortuna volerà via!