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Civita di Bagnoregio, la città che muore

La campagna per salvare uno dei borghi più belli d'Italia.

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Giovedì 14 Dicembre il nuovissimo spazio del Wegil nel quartiere Trastevere a Roma. ha ospitato la lectio magistralis dello scrittore Gianrico Carofiglio dal titolo La ribellione della bellezza, incentrata sulla necessità della bellezza come motore culturale e sociale. Nello specifico l’evento si inserisce nel quadro delle iniziative organizzate dalla Regione Lazio con il Progetto ABC Arte Bellezza Cultura a sostegno della candidatura dello splendido borgo di Civita di Bagnoregio a Patrimonio Unesco. Questo iter era iniziato nel 2015 con l’appello del presidente della Regione Lazio Luca Zingaretti, concretizzato una petizione sulla famosa piattaforma change.org che in breve tempo aveva raccolto ladesione di personalità di spicco come Giorgio Napolitano, Andrea Camilleri, Dario Fo ed Ennio Morricone, fra gli altri, e la firma di più di 35 mila sostenitori. Ma cerchiamo di capire bene cose chiede la Regione Lazio all’Unesco.

Civita di Bagnoregio, in provincia di Viterbo, fa parte dei borghi più belli d'Italia ma è (tristemente) famosa per essere La città che muore, soprannome datole dallo scrittore Bonaventura Tecchi, nativo di Bagnoregio. Il borgo, abitato da una decina di persone, sorge su un piccolo sperone di roccia tufacea posto a 484 metri di altezza ed è raggiungile solo attraverso un ponte pedonale in cemento costruito negli anni sessanta. Il colle di tufo su cui si erge Civita è caratterizzato da frequenti fenomeni di erosione a causa dei torrenti che scorrono a valle. Questa continua corrosione, unita all’azione di piogge e vento, ha creato dei profondi solchi nel terreno, i calanchi, che rendono lo scenario che circonda il borgo irreale e unico, quasi fiabesco: un vero gioiello paesaggistico. Civita di Bagnoregio rischia di scomparire in quanto questi fenomeni naturali avvengono molto rapidamente e la vita della città dipende dal fragile colle argilloso che la sorregge. Per questo la Regione Lazio chiede all’UNESCO di sostenere questo territorio unico nel suo genere e ricco di arte e storia e di preservarlo, con opere di manutenzione, costose ma necessarie per salvare questo pezzo del nostro patrimonio.

Sopratutto grazie alla visibilità raggiunta a seguito della petizione di Zingaretti, Civita è visitata da turisti provenienti da tutto il mondo e dal 2013 l’accesso al borgo ha un costo di € 1,50 a persona, soldi che aiutano lamministrazione comunale ad affrontare le continue e necessarie opere di stabilità delle fondamenta, che già gli Etruschi, fondatori della città dovevano fronteggiare.