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La Rete Italiana delle Grandi Macchine a Spalla

Alla scoperta dell'associazione che tutela alcune delle più caratteristiche feste religiose italiane.

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Pochi giorni fa Napoli festeggiava lo storico riconoscimento dell’Arte del Pizzaiolo napoletano a Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO. Si tratta di una Convenzione stipulata nel 2003, che si affianca alla celebre lista di siti patrimonio dell’umanità, nata dalla consapevolezza che forme immateriali di cultura come saperi antichi, tradizioni radicate, manifatture, linguaggi e rituali, rappresentano preziose risorse di identità culturale che si tramandano di generazione in generazione e che vanno tutelate e trasmesse per evitarne la scomparsa.

La pizza napoletana è solo l’ultimo dei patrimoni culturali d’Italia inseriti nel prestigioso elenco stipulato ogni anno dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura. Nel 2013, ad esempio, l’Ottava Commissione Intergovernativa UNESCO ha iscritto nel prestigioso elenco la Rete Italiana delle Grandi Macchine a Spalla.

Si tratta di un’associazione di cui fanno parte quattro antiche feste religiose italiane che hanno luogo a Viterbo, Nola, Palmi e Sassari, caratterizzate dall’impiego di queste strutture estremamente caratteristiche, degli articolati e sfarzosi baldacchini che servono per portare in spalla le strutture votive durante le processioni. Tutte tradizioni secolari che racchiudono storia, folclore e artigianato.

Il 3 settembre a Viterbo si festeggia la patrona con la Macchina di Santa Rosa, una torre alta circa 30 metri, illuminata da fiaccole, che viene portata in spalla dai cosiddetti “Facchini”, un centinaio di uomini, vestiti nella tradizionale divisa bianca con fascia rossa alla vita, preceduti da una banda musicale. Ogni anno, la domenica successiva al 22 giugno si tiene a Nola la processione danzante dei Gigli, costruzioni di legno alte 25 metri e magistralmente decorate con rappresentazioni a tema religioso o storico realizzate in cartapesta e stucchi dagli artigiani locali. La tradizione celebra il patrono San Paolino e si intreccia profondamente con le corporazioni delle arti e dei mestieri: gli obelischi prendono il loro nome da queste e il programma dei festeggiamenti è molto articolato e lungo circa un anno.

Nella città calabrese di Palmi l’ultima domenica di agosto si celebra la festa dedicata alla patrona Maria Santissima della Sacra Lettera, conosciuta come la Varia di Palmi. La Varia (termine dialettale che sta per bara) è un maestoso carro decorato alto 16 metri su cui è raffigurata l’assunzione della Vergine Maria trasportato a spalla da 200 Mbuttaturi. A Sassari, la sera prima di ferragosto, si tiene invece la Faradda di li candareri (Discesa dei candelieri). Protagonisti della festa sono i Gremi, le antiche associazioni di arti e mestieri, ai quali spetta il compito di portare in spalla per le vie del centro undici enormi ceri votivi di legno, in una processione danzante che ogni anno coinvolge visitatori da ogni parte del mondo.