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Il Rione Sanità e il Cimitero delle Fontanelle

Il suggestivo ossario nello storico quartiere di Napoli.

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Il Rione Sanità, alle falde della collina di Capodimonte, è conosciuto per aver dato i natali a Totò ma anche tristemente noto per l’elevata emarginazione sociale e la presenza radicata della camorra, sebbene ricco di luoghi di elevato interesse storico e culturale. Il degrado del quartiere, dovuto per lo più a un isolamento in termini di viabilità, ha portato con sé anche il degrado di alcuni edifici storici e deturpato l’enorme potenziale artistico e quindi turistico del Rione Sanità.

La rotta è stata invertita nel 2000, con l'arrivo del nuovo parroco della Basilica di Santa Maria della Sanità, quando è iniziato un profondo processo di riqualificazione non solo meramente architettonica ma soprattutto umana. L’idea di partenza era infatti sfruttare l’enorme potenziale del quartiere per creare opportunità reali per i suoi abitanti e ad oggi, grazie anche all’appoggio di fondazioni e professionisti privati, il percorso di auto promozione e auto sviluppo del Rione Sanità è notevole. Motore principale si questa crescita sono le molte associazioni di volontariato che operano nel rione e che hanno fatto gruppo per riuscire a migliorare le condizioni di vita per le persone. Tra queste soprattutto la Cooperativa Sociale La Paranza, costituita da un gruppo di giovani tutti nati nel Rione Sanità, che oggi gestisce Le Catacombe di Napoli e che è riuscita, con entusiasmo e professionalità nell’intento di recuperare prima e rendere, poi, il patrimonio artistico del quartiere un’attrattiva turistica di portata internazionale.

L’associazione organizza tutte le domeniche una visita guidata del Miglio Sacro, un itinerario che parte dalla tomba di San Gennaro nelle omonime Catacombe e passando per la casa di Totò e lo splendido Palazzo dello Spagnolo, attraversa tutto il Rione Sanità. Tappa particolarissima dell’itinerario è il Cimitero delle Fontanelle, nascosto nel cuore del quartiere, luogo simbolo insieme della devozione e della superstizione dei napoletani, è un ossario che ospita migliaia di teschi.

Anticamente una cava di tufo chiamata Fontanelle, il sito accolse circa 300 mila cadaveri durante la peste del 1656. L’elevato numero di resti fu sistemato nel Settecento in un ossario, chiuso poi nel 1837 a seguito di un’ennesima epidemia di peste e riaperto sola alla fine di quel secolo. Nei dopoguerra si diffuse nel cimitero il cosiddetto culto delle anime pezzentelle: si sceglieva e si adorava un teschio, la cui anima appariva poi in sogno al fedele domandando a questi preghiere per alleviare le sue sofferenze in Purgatorio e donando in cambio grazie o numeri da giocare. Per informazioni sulle visite e sugli altri luoghi simbolo Rione Sanità, visitare il sito http://www.catacombedinapoli.it/