Il blog di Localiditalia.it

Il cimitero acattolico di Roma

Il cimitero protestante all'ombra della Piramide Cestia.

Condividi

Nello storico e vivace quartiere di Testaccio, ai piede della Piramide di Caio Cestio, si trova il Cimitero acattolico di Roma, nascosto tra cipressi centenari, mirti, pini e rose e circondato su un lato dalle mura Aureliane. Il cimitero è un rilassante giardino pubblico e museo a cielo aperto, un luogo di silenzio a pochi passi da una delle zone più chiassose della città e lontano dai soliti itinerari turistici.

La prima lapide risale almeno al 1716, quando il Papa concesse la sepoltura alla corte Stuart, in quel momento in esilio in Italia, in una piccola area a ridosso della Piramide Cestia. Prima di allora, le norme della Chiesa vietavano di seppellire dentro le mura consacrate i non cattolici, tra cui anche gli stranieri, in quel momento in maggioranza provenienti dall’Inghilterra, motivo per cui il cimitero è conosciuto anche con l’appellativo “degli inglesi”.

Tra lapidi in più di quindici lingue diverse, di ogni età e religione, alcune di spiccato valore artistico, il cimitero si distingue per i grandi artisti, pittori e scrittori qui sepolti. Ad esempio, a sinistra dell’entrata, nella parte più antica del sito, giace la tomba dell’illustre poeta inglese John Keats, morto a Roma nel 1821 all’età di appena 25 anni, seguita a breve dalla lapide dell’altro poeta romantico più celebre, Percy Bysshe Shelley. Nel cimitero riposano anche due grandi nomi della cultura italiana: Antonio Gramsci e Carlo Emilio Gadda.

Passeggiando è impossibile non fare caso ai tantissimi gatti che vivono indisturbati tra le lapidi. Si tratta dei famosi gatti della piramide, colonia felina gestita da volontari e esistente già dal 1850. Il cimitero è aperto dal lunedì al sabato dalle 9:00 alle 17:00 e la domenica e i giorni festivi solo la mattina. Sono possibili visite guidate solo su prenotazione e per gruppi di massimo venti persone.

Nel quartiere di Testaccio oltre alla citata Piramide Cestia, imponente edificio alto più di trenta metri e interamente rivestito di lastre di marmo, meritano una visita anche il museo di arte contemporanea MACRO e il particolarissimo Monte Testaccio, colle formato da strati di cocci di milioni di anfore romane.