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Il difficile momento di Melegatti

La problematica situazione della storica azienda veronese che ha deciso di sospendere la propria produzione.

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Il pandoro, insieme al panettone, è senza dubbio il dolce simbolo del Natale italiano. Non tutti sanno che la classica forma a stella di otto punte fu disegnata dal pittore impressionista veronese Angelo Dall’Oca Bianca, ma fu Domenico Melegatti il creatore di questo soffice dessert. Il titolare dell’omonima azienda il 14 ottobre del 1894 depositò all’ufficio brevetti del Ministero di Agricoltura e Commercio del Regno dItalia la ricetta del pandoro. Da allora è diventato il dolce natalizio più amato e il marchio Melegatti conosciuto in tutto il mondo.

Suona dunque sorprendente sapere che il 12 dicembre la Melegatti ha deciso di sospendere la produzione: i dipendenti dello storico marchio italiano sforneranno l’ultimo Pandoro dell’anno. "Il motivochiariscono i responsabili—è semplice: da Natale in poi nei supermercati panettoni e pandori costano meno del pane, quindi si lavorerebbe in perdita".

Nelle ultime settimane si è parlato molto della Melegatti, al centro di una vera e propria campagna social con l’hashtag #NoisiamoMelegatti. Grazie al passaparola sul web e all’aiuto dei supermercati, che hanno riservato molti spazi in evidenza sui loro scaffali ai prodotti dell’azienda veronese, sono stati venduti più di 1,5 milioni di pandori. La gara di solidarietà ha assicurato ai dipendenti della Melegatti il pagamento degli stipendi arretrati e la copertura economica durante il periodo di cassa integrazione che dovranno affrontare ma rappresenta per l’azienda solo il primo passo per evitare il fallimento. Il risultato di questa campagna di natale è stato però definito sorprendente e lascia ben sperare l’azienda e i suoi 156 dipendenti. Si pensa ora a un piano di produzione e di marketing per Pasqua, piano incentrato ovviamente sulle colombe e sul quale ha investito il fondo maltese Abalone, dopo la cospicua donazione di 6 milioni di euro per la campagna natalizia.

Il destino della Melegatti si deciderà a Giugno: lo scorso 7 novembre è stata presentata al tribunale di Verona la proposta di ristrutturazione del debito e da quella data l’azienda ha tempo quattro pesi per elaborare una proposta di risanamento che soddisfi ciascun creditore. Salvo proroghe, entro giugno tale proposta deve essere accettata dai creditori, altrimenti all’azienda non resterà che dichiarare fallimento.