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Il Museo della Follia di Sgarbi

A Napoli l'interessante mostra curata dal noto critico d'arte.

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Domenica 3 Dicembre è stata inaugurato a Napoli la mostra “Il museo della follia, da Goya a Maradona”, curata da Vittorio Sgarbi. La chiesa di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta, nel centro storico del capoluogo, ospiterà fino al 27 Maggio del prossimo anno questa mostra itinerante. Presentata per la prima volta in occasione della biennale di Venezia nel 2011, la rassegna ha già fatto tappa in varie città d’Italia, in quello che è definito dai curatori “itinerario della follia”.

Il filo conduttore delle circa 200 opere esposte è appunto il tema della follia, affrontato attraverso dipinti, fotografie, sculture e alcune video-installazioni. Tra queste la più curiosa e anche la novità dell’edizione partenopea è quella dedicata a Diego Armando Maradona e in particolare al suo memorabile gol della partita Napoli - Juventus del 1985, inserito nella mostra perché secondo Sgarbi “la follia è anche quella che un personaggio riesce a generare negli altri” e Maradona senza dubbio rese i napoletani folli di gioia.

Entrate, ma non cercate un percorso, lunica via è lo smarrimento si legge all’ingresso della mostra, che si articola in diverse sezioni, in un crescendo di suggestioni visive. All’inizio sono esposte le opere visionarie e surreali di grandi pittori internazionali e italiani, come Francisco Goya, Francis Bacon e Antonio Ligabue. Troviamo poi la sala degli Stereoscopi che ospita una rappresentazione tridimensionale di fotografie di Vincenzo Aragozzi dell’ex ospedale psichiatrico di Mombello, in cui i visitatori potranno immergersi con l’ausilio di stereoscopi, rivivendo la tragica esperienza dell’artista Gino Sandri che in quell’ospedale trascorse molti anni della sua vita e cui è dedicata la sala.

Da segnalare l’enorme installazione la Griglia che si estende per oltre 80 metri quadrati e occupa quattro pareti; in mostra in questa sala ci sono le fotografie di alcuni pazienti ricoverati in ex manico recuperate dalle loro cartelle cliniche. Tra le altre installazioni troviamo un monologo inedito di Paolo Crepet e altri documentari e testimonianze tra cui un estratto dell’inchiesta sugli O.P.G condotta dal Senato.