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Il borgo di Montesarchio

Storia e tradizioni culinarie della città beneventana.

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Montesarchio si trova nella valle Caudina, a Sud di Benevento e ai piedi del Monte Taburno, una delle vette più alte dell’Appennino campano. È la città più popolosa della provincia beneventana e per la sua importanza storica, ha ottenuto nel 1997 il titolo di città da decreto del Presidente della Repubblica.

Montesarchio è identificata con l’antica città di Caudium, attestata già nel V secolo come zona popolata dai sanniti, che ne fecero fiorente luogo di scambi commerciali data la sua posizione strategica lungo la via Appia, che collegava Roma con Brindisi. Venne insediata dai romani e dominata dai longobardi prima e dai normanni poi, che fondarono i due agglomerati urbani in cui risulta ancora oggi diviso il paese, rispettivamente il Latovetere e il Latonuovo.

I longobardi vi costruirono anche la torre che, insieme al castello, ancora oggi sovrasta il paese e la valle sottostante. La torre fu ampliata nel XVI secolo dall’architetto senese Francesco di Giorgio Martini e per volere di re Ferdinando II di Borbone, divenne una prigione del Regno di Napoli. In una cella della torre di Montesarchio, che è possibile visitare, fu rinchiuso il patriota Carlo Poerio. All’interno della torre è custodito il celebre cratere Ratto di Europa realizzato del ceramografo greco Assteas nel IV secolo a.C.. Oggi Torre e Castello di Montesarchio ospitano il Museo archeologico nazionale del Sannio Caudino, dove si trovano reperti delle più importanti città dominate dai sanniti, tra cui la stessa Caudium. Più avanti nei secoli, a testimonianza della sua importanza, la città fu feudo delle più celebri casate nobiliari: dei Della Leonessa dal XIII al XV secolo, poi dei Carafa e infine dei d’Avalos fino al 1806. Proprio il principe Giovanni d’Avalos fece realizzare la chiesa dell’Annunziata, che si trova nelle secentesca piazza Umberto I.

Oltre che per la sua importanza storica, vale la pena visitare Montesarchio anche per assaggiarne la cucina e i prodotti di eccellenza. Tra i piatti tradizionali montesarchiesi vanno menzionati i cazzarielli (gnocchi di patate), conditi con carne di capra e lavanelli e ceci. Prodotto di eccellenza è senza dubbio lolio, seguito dai ben noti vigneti di Falanghina e Aglianico.