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Le nocciole irpine

Uno dei prodotti tipici del Natale.

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Con le festività natalizie alle porte, sulla tavola di ogni irpino che si rispetti non possono mancare le nocelle, prodotto tipico ed eccellenza dell’Irpinia, e componente molto rilevante per l’economia della provincia, se pensiamo che la sua produzione costituisce un terzo di quella totale nazionale.

Il terreno calcareo di questa storica area della Campania, ha fatto del nocciolo coltura di insediamento molto antico, addirittura risalente al VI secolo a.C, secondo reperti rinvenuti presso lo splendido borgo di Rocca San Felice, nei pressi di un tempio consacrato alla dea Mefite. Testimonianza delle remote origini della coltivazione delle nocciole in Irpinia è anche è l’etimologia del nome scientifico della nocciola, Corylus avellana, dove l’epiteto deriva dall’antica città etrusca di Abella, l’odierna Avella, sita in provincia di Avellino.

Le aree in cui si concentra maggiormente la coltivazione del nocciolo sono il Partenio, dove è diffusa la particolare varietà “andrite”, la Valle Caudina, il Vallo di Lauro e il Baianese, sebbene gran parte dell’Irpinia sia vocata e sopratutto legata quasi sentimentalmente alla sua coltura. Basti pensare che il cantautore campano Gerardo Carmine Gargiulo cantava negli anni ottanta il ritornello nostalgico “Avellino, Avellino sento odor di noccioline”, divenuto oggi coro dei tifosi della squadra bianco verde.

Tra l’altro proprio quest’anno è nata una cooperativa, Nocciola Irpina, allo scopo di rilanciare la valorizzazione del prodotto e creare un network tra le aziende produttrici e il mondo commerciale della corilicoltura.

Il Ministero delle politiche agricole ha riconosciuto tre varietà di nocciole irpine prodotto agroalimentare tradizionale italiano (PAT) ovvero prodotto caratteristico di un territorio e legato alle tradizionali locali. Queste tre cultivar più rinomate sono: la Mortarella, dalla forma leggermente allungata e dalla polpa molto aromatica, la Camponica, maggiormente destinata al consumo diretto a causa della sua produttività molto limitata e la San Giovanni.

Ovviamente la cucina irpina fa ampio uso delle nocciole, oltre a consumarle come frutta secca, vengono adoperate principalmente come base per dolci, gelati, liquori e nella preparazione del famoso torrone irpino, un altro dei prodotti agroalimentari tipici dell’Irpinia. Non mancano anche piatti salati, dove le nocciole, solitamente a granella, vengono utilizzate per condire pasta fresca fatta a mano e creare piatti unici dal sapore antico.