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Gli artigiani della cravatta napoletana verace dallo stile british: E. Marinella

Storia di eleganza e raffinatezza. Storia di lavoro di cucitura e imbottitura fatta a mano. Storia di una bottega che diventa uno dei più importanti atelier del mondo con punti vendita internazionali. 

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La storia della piccola bottega di cravatte e camicie in via Chiaia a Napoli di don Eugenio Marinella è l’esempio di un’Italia che lavora di qualità e bravura e riesce a portare il proprio brand anche oltre confine. Dai 20 metri quadri di bottega, durante la Prima Guerra Mondiale, si è passati ad un atelier che è la sede principale a Napoli e diversi punti vendita dislocati a Milano, Roma, Lugano, Londra e Tokyo.

La storia della ‘E. Marinella Napoli’ è la storia di artigiani dell’abbigliamento che ancora oggi lavorano puntando alla qualità delle materie prime e alla cura del dettaglio, cucendo, tagliando ed imbottendo tutto a mano.

È così che le cravatte di don Eugenio Marinella sono diventate una passione tramandata anche a suo figlio Luigi e suo nipote Maurizio, oltre che essere una pietra miliare della storia d’Italia: cravatte veraci napoletane dallo stile very british.

‘E.MARINELLA – NAPOLI’ STORIA DELL’AZIENDA

Nel 1914, alla vigilia della prima guerra mondiale, Eugenio decise, dimostrando un'innegabile dose di coraggio e intraprendenza, di aprire bottega in Piazza Vittoria sull'elegante Riviera di Chiaia di Napoli, allora come oggi, uno dei più bei lungomare d'Italia. La posizione si rivelò strategica per una botteguccia di soli 20 metri quadrati davanti alla quale passeggiava l'alta società napoletana. Dopo aver effettuato i lavori di ristrutturazione e acquisito i due atelier, uno molto grande per la fabbricazione di camicie e un altro più piccolo, per le cravatte, don Eugenio intraprese il suo primo viaggio a Londra, per incontrarvi i futuri fornitori. Il negozio diventa presto un piccolo scrigno prezioso in cui si possono trovare autentici tesori di raffinatezza e di gusto, un piccolo angolo di Inghilterra a Napoli. In un'epoca in cui lo stile "inglese" è molto di moda, Marinella è il solo a proporre, a Napoli, una vasta gamma di prodotti esclusivi provenienti da Londra, esigendo dai fornitori inglesi l'esclusività. All'inizio, l'attività principale della bottega non è la cravatta ma la camicia, regina del guardaroba maschile. Al fine di essere al top della moda e della qualitè, Eugenio induce alcuni artigiani camiciai di livello senza pari a trasferirsi da Parigi per insegnare ai suoi operai l'arte del taglio. Per quanto riguarda le cravatte, sono realizzate esclusivamente in sette pieghe: il quadrato è piegato sette volte verso l'interno così da dare alla cravatta una consistenza incomparabile. È solo molto dopo che fa la sua comparsa la cravatta attuale con la struttura interna. Il negozio è passato attraverso avvenimenti storici importanti che hanno cambiato anche il corso della sua storia: le due guerre mondiali, il declino dell'antica nobiltà e la comparsa della nuova borghesia con l'avvento dei prodotti americani che portano sostanziali cambiamenti della moda. Molto attento alle evoluzioni della società e del costume, Eugenio non si perde d'animo e interrompe la produzione di camicie a favore della cravatta che diventa il prodotto faro della casa Marinella.

La vera ripresa si ha però negli anni Ottanta, quando Francesco Cossiga, allora Presidente della Repubblica e amico di famiglia, diventa un vero e proprio ambasciatore del marchio prendendo l'abitudine di portare in dono ai capi di stato, nelle loro visite ufficiali, una scatola contenente cinque cravatte Marinella. Il marchio comincia così a fare il giro del mondo. Il G7 organizzato a Napoli nel 1994 spalanca definitivamente alla piccola ditta napoletana le porte della cerchia molto esclusiva di fornitori dei grandi del mondo: gli organizzatori decidono infatti di offrire a tutti i capi di stato presenti, una scatola contenente sei cravatte Marinella, portando un'enorme pubblicità al marchio. La passione per l'eleganza e la qualità continua ancora oggi grazie a Maurizio Marinella, terza generazione della famiglia, che ha raccolto l'eredità del marchio con uno spirito imprenditoriale in sintonia con le moderne leggi del marketing riuscendo a far affermare il marchio E. Marinella anche all'estero, dagli Stati Uniti al Giappone. La produzione firmata E.Marinella ha conservato la scrupolosa attenzione alla qualità delle materie prime e la curatissima fattura ancora oggi rigorosamente artigianale, per queste cravatte "napoletane veraci" e allo stesso tempo "very british".

DON EUGENIO MARINELLA: STORIA DI FAMIGLIA

La storia della famiglia Marinella comincia con il capostipite Eugenio Marinella che a 34 anni e dopo quindici anni nel settore dell' abbigliamento maschile, decise che era giunto il momento di cambiare lo stile ed il modo di vestire di un uomo che conta.

E' lui fondatore della "filosofia Marinella": più che un punto vendita un salotto dove le relazioni umane si basano su disponibilità, cortesia e rispetto. Dopo di lui il figlio Luigi ed oggi il nipote Maurizio hanno portato avanti la sua filosofia facendo delle cravatte Marinella un vero e proprio simbolo di eleganza.

Negli anni che precedettero la sua morte, don Eugenio, aveva imposto al nipote Maurizio, che all'epoca aveva circa dieci anni, di trascorrere ogni giorno qualche ora nel negozio perchè potesse respirarne l'aria; Maurizio ricevette così due insegnamenti: quello del nonno e delle relazioni con la vecchia clientela e quello del padre che gestisce l'avvento del boom economico. Maurizio ha saputo coniugare lo spirito imprenditoriale con la disponibilità verso la clientela: nel periodo natalizio, per esempio, dove le code davanti al negozio sono interminabili, offre sfogliatelle e caffè alle persone in attesa per farle pazientare.

Se il piccolo negozio di Napoli è, oggi come ieri, il luogo di incontro delle persone eleganti di tutto il mondo, lo si deve alle tre generazioni di Marinella che non hanno mai voluto tramutare il nome in un grande marchio ma hanno preferito associargli l'immagine di piccolo negozio che oggi, come nel 1914, propone prodotti di qualità in un ambiente discreto e conviviale ma al contempo informale.

MARINELLA: LAVORAZIONE ARTIGIANALE

La prerogativa delle cravatte Marinelli è la particolare imbottitura e il rinforzo del nodo, soggetto più delle altre parti, alla compressione e quindi all'usura. Così come varia la larghezza e l'imbottitura del nodo secondo i gusti, anche la larghezza e la lunghezza variano in base all'altezza della persona che la indossa per un vero “servizio su misura” per la prima volta applicato alla cravatta. Le cravatte E.Marinella sono tagliate e cucite a mano una ad una dalle sarte nel laboratorio di Napoli; solamente quattro esemplari uguali possono essere ricavati da un unico square di seta pura di cm. 100 x 130, stampato in Gran Bretagna nelle fantasie a microdisegni diventati la cifra stilistica della casa. Le cravatte a cinque, sette e nove pieghe costituiscono poi delle varianti più preziose rispetto al modello classico, in quanto necessitano di una lavorazione più complessa che richiede almeno tre ore di tempo ed un impiego maggiore di tessuto, un particolare twill di seta che viene ripiegato su stesso ben cinque, sette o nove volte dall'esterno verso il centro, conferendo una corposità naturale alla cravatta che in questo caso non necessita dell'"anima" (teletta) di imbottitura.

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