Il blog di Localiditalia.it

Caravaggio in mostra a Torino

“Quando non c’è energia non c’è colore, non c’è forma, non c’è vita.” (Caravaggio)

Condividi

E’ in corso già dal 18 marzo, la straordinaria mostra dedicata al celebre pittore Michelangelo Merisi, noto anche come il Caravaggio. “The Caravaggio Experience” durerà fino al 1°ottrobre 2017 presso la Reggia di Venaria a Torino.

L’esposizione, con l’ausilio di un sistema di video-installazione, promuove un’esperienza singolare ed extrasensoriale, ponendo il visitatore nella condizione di vivere e ripercorre la vita del pittore attraverso la proiezione delle opere che saranno accompagnate da musiche e luci, in grado di riprodurre la teatralità, la violenza e la luce che  Caravaggio intendeva esprimere con i suoi quadri. I capolavori del pittore sono una sorta di trasposizione di quelli che venivano chiami i “moti dell’anima”, vale a dire sentimenti come l’ira, il dolore, l’allegria o la paura.

La vita dell’artista si può considerare, una vita tormenta e tumultuosa, una storia piena di elementi che si incastrano e si sviluppano in modo disorganico e disarmonico, dove arte, violenza, bettole, sale principesche, santi, prostitute e preti convivono in maniera collegata facendone della vita del pittore una vita affascinante ma allo stesso tempo inquietante. Elemento predominante nella vita dell’artista è la morte, con la quale Caravaggio ha un rapporto ambivalente poiché da una parte sembra esserne affascinato tanto da cercarla e richiamarla più e più volte e dall’altra ne sembra essere del tutto spaventato.

Caravaggio nasce a Milano nel 1571 e già dalla tenera età si trova a dover far i conti con la morte, dal momento che a distanza di qualche anno dalla sua nascita, vengono a mancare il padre, il nonno e lo zio. L’artista inizia la sua carriera a soli 13 anni presso la bottega del pittore Simone Peterzano. A distanza di qualche anno, Caravaggio si trasferisce a Roma dove inizia a frequentare la vita notturna della città tra locali e osterie dei quartieri malfamati, che diventeranno i principali soggetti dei suoi quadri. Proprio uno di questi quadri “I Bari” del 1595 gli farà guadagnare una fama e stima tra le figure più importanti come, il cardinale del Monte, che diventerà il suo protettore procurandogli una serie di incarichi significativi. Uno dei primi lavori che li viene commissionato è “La Vocazione di San Matteo” (1599).

L’artista pur trovandosi a lavorare per conto di persone prestigiose e di successo, continua comunque a frequentare le osterie e i locali malfamati, passando le sue notti tra alcool, prostitute, giocatori d’azzardo e risse.

Le sue opere sono un miscuglio di luci ed ombre dove persiste una disperata ricerca del realismo, caratteristica che non sempre viene apprezzata dai committenti. Un esempio può essere il dipinto “La morte della vergine” (1605-06), in cui, il volto della vergine dipinta da Caravaggio è raffigurato da un volto di una prostituta, all’epoca considerata una blasfemia.

Nel 1606 Caravaggio viene coinvolto in una rissa e uccide Rinuccio Tommasoni, la condanna dell’artista prevede la decapitazione, circostanza che lo costringe a fuggire da Roma per trovare asilo prima a Napoli e poi a Malta.  Una volta arrivato a Malta, entra a fare parte nell’ordine dei cavalieri di San Giovanni, dove ci rimane per poco a causa di una rissa, dove vede protagonista Caravaggio che finisce col ferire un membro dell’ordine. Ovviamente dopo l’accaduto, il pittore è costretto a ripartire, nuovamente, e ad nascondersi prima in Sicilia e poi a Napoli. Il suo tentativo di fuga non va a buon fine, poiché lo trovano e lo feriscono fino a lasciarlo quasi in fin di vita. A seguito di tutti  questi avvenimenti, la morte e la paura di morire diventano un tema ricorrente nelle opere dell’artista, tanto che dipinge nel 1608 la “Decollazione di San Giovanni Battista” e “Davide con la testa di Golia” nel 1609-10. In quest’ultima opera la curiosità è che la testa decapitata di Golia è l’autoritratto di Caravaggio, ma non solo, anche la testa di Davide è l’autoritratto dell’artista da giovane.

Tramortito e ferito, Caravaggio cerca di raggiungere Roma per trovare la clemenza del pontefice, ma a causa delle sue condizioni di salute, peggiorate durante il viaggio, muore a Porto Ercole nel 1610 senza mai arrivare a destinazione e ignaro del fatto che qualche settimana prima, il pontefice, aveva inviato a Napoli un condono papale che assolveva l’artista dai suoi crimini.

Parole chiave