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Mirò a Bologna

Mirò attraverso opere a olio, disegni e sculture. 

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Dall’11 aprile al 17 settembre 2017 la città di Bologna ospita a Palazzo Albergati, la mostra del pittore surrealista Joan Mirò.

La mostra ospita diverse opere come, dipinti, disegni, litografie, fotografie e scritti. Ma saranno anche esposti materiali e oggetti personali dell'artista e qualche opera speciale

Mirò nasce a Barcellona nel 1893 e, oltre ad essere un pittore è anche uno scultore e ceramista. L’artista già da piccolo manifesta la sua predisposizione per l’arte, anche se poi, sotto direzione del padre inizia una carriera da contabile.  Successivamente lavora come contabile presso una ditta di prodotti coloniali, e poco dopo contrae una febbre tifoidea costretto a rimanere a casa.

Nella disgrazia, per Mirò, si apre una porta verso la fortuna, poiché dal quel momento il pittore, dovendo rimanere a casa, decide di dedicarsi totalmente alla sua passione cioè, la pittura.

Negli anni avvenire Mirò entra nella scuola d’arte di Barcellona, dove segue un approccio fauvismo; corrente che pone al centro delle proprie opere il colore.

Qualche anno dopo l’artista parte per Parigi, dove conosce Pablo Picasso e il dadaista Ristan Tzara.

Nel 1923 realizza la sua opera dal nome “Terra Arata” attraverso la quale si può notare l’avvicinamento, del pittore, verso il surrealismo; non solo, ma l’amicizia con Pablo Picasso e Pierre Reverdy  diventa motivo di avvicinamento con il movimento surrealista. In questa fase, Mirò crede, che l’arte può avere una grande ruolo e una grande influenza sulla società, quindi con molta astuzia inizia a dipingere su tela le sue iscrizioni poetiche; opera più famosa di quel periodo è “Il carnevale di Arlecchino”.

Dopo il suo matrimonio con Pilar Juncosa, nel 1929, il pittore continua  a sperimentare altre forme d’arte realizzando opere litografiche, acqueforti e sculture. Verso gli anni sessanta Mirò viene influenzato dalla pittura americana, tendente all’astrattismo, dando sempre più attenzione e importanza ai colori.

Nell’ultimo periodo, Mirò, si dedica alla scenografia, alla ceramica, alla scultura gassosa e pittura quadrimensionale.

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