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Mostra di Botero

Quanto abbondanza, grandezza e grossezza diventano sinonimo di bellezza

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Al complesso del Vittoriano di Roma, dal 5 maggio al 27 agosto del 2017, si terrà la mostra dedicata all’opere dell’artista colombiano Fernando Botero.

La mostra ospita molti dei suoi capolavori, cercando di ripercorrere gli oltre 50 anni della carriera del pittore.

I principali soggetti che Botero dipinge sono generalmente uomini, animali e vegetazione attraverso i quali, egli, con il suo tratto  e lo stile inconfondibile, riesce a trasmettere e a farci vivere “dal vivo”  i tratti splendenti e i colori dell’ America Latina.

I suoi lavori, come già accennato poco fa, ritraggono prevalentemente ritratti, sia singoli che di gruppo, ma la caratteristica fondamentale è che ogni figura viene riprodotta in modo deformata, ingigantita e gonfiata, come se il pittore stesse riproducendo una figura riflessa in uno specchio deformate. Attraverso tale stile è come se l’artista stesse cercando di evocare, da queste forme gargantuesche e abbondanti, la vanità, l’orgoglio e l’ostentazione dei suoi personaggi.

Botero vede e crede che l’arte del dipingere debba essere intesa e percepita come necessità insita in una persona, quindi come un bisogno della persona che si trasforma in una costante e illimitata ricerca verso il quadro ideale.

La riproduzione quasi irreale dei propri soggetti ebbe inizio quando, nel 1956, l’artista applicò la sua “dilatazione” non a una figura umana, ma a un mandolino. Nel dipingere lo strumento, Botero si ritrovò per puro caso a disegnare, il foro di risonanza in proporzioni minuscole rispetto al resto dello strumento, da qui il mandolino risultò molto più tozzo e allargato rispetto alla sua forma reale.

Questo aneddoto, colpì particolarmente il pittore, il quale ne rimase affascinato, credendo che tali forme dilatate evocassero una profonda sensualità nei propri soggetti.

Successivamente l’artista iniziò a dilatare e deformare qualsiasi cosa, da oggetti, a persone ad animali;  mantenendo uno stile che fino ad oggi costituisce il marchio di fabbrica dell’artista.

Secondo Botero i suoi quadri non raffigurano solo figure grasse, ma stando all’intervista rilasciata, dichiara che: "non dipingo donne grasse. Nessuno ci crederà, ma è vero. Ciò che io dipingo sono volumi. Quando dipingo una natura morta dipingo sempre un volume, se dipingo un animale lo faccio in modo volumetrico, e lo stesso vale per un paesaggio. Sono interessato al volume, alla sensualità della forma. Se io dipingo una donna, un uomo, un cane o un cavallo, ho sempre quest’idea del volume, e non ho affatto un’ossessione per le donne grasse".

Inoltre, la critica Mariana Hanstein, nella sua monografia cerca di fare chiarezza sul perché le figure di Botero sono grasse, scrivendo  tal proposito che:

"In Botero, non ci sono soltanto le figure a essere “grasse”, perché ciò vale anche per tutti gli oggetti presenti nell’immagine. In questo modo Botero enfatizza costantemente il fatto che nella sua pittura l’esagerazione scatta da un’inquietudine estetica, e svolge una funzione stilistica. Botero è un pittore figurativo, ma non è un pittore realista. Le sue figure sono ancorate alla realtà, ma non la rappresentano. Tutto nei suoi dipinti è voluminoso: la banana, la lampadina, la palma, gli animali e, ovviamente, gli uomini e le donne. Botero [...] usa la trasformazione o la deformazione come simbolo della trasformazione della realtà in arte. La sua creatività e il suo ideale estetico sono basati sulla forma e sul volume. [...] Tuttavia, la deformazione senza un obiettivo risulta in figure che sono o mostruose o caricaturali. In Botero non si tratta di nessuno dei due casi. Al contrario, per lui la deformazione deriva sempre dal desiderio di incrementare la sensualità dei suoi dipinti".

L’aspetto “sensuale” nelle opere di Botero

Botero, come ha avuto modo di dichiarare in diverse occasioni, spiega che, le proprie opere raffigurate da soggetti dalle forme esagerate e dilatate,  cercano di enfatizzare ed esaltare il piacere dei soggetti stessi; poiché, per l’artista l’abbondanza è sinonimo di positività, vitalità, energia e desiderio, sottolineando che tali aggettivi sono concetti che fanno parte, in qualche modo, della sensualità.

 

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