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Pizza Village: un angolo di paradiso!

Quando il cibo diventa un elemento che mette insieme, arte, divertimento, culture e allegria. 

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La Pizza, icona da sempre del nostro paese, è nuovamente la protagonista di uno dei festival più popolari d’Europa.  Con la VII edizione del “Napoli Pizza Village” si cerca di riproporre un progetto che, ogni anno diventa sempre più ambizioso e articolato, ponendosi  come obiettivo, quello di rappresentare un momento di promozione globale del territorio. L’evento ha  luogo, anche quest’anno  dal 17 al 25 giugno 2017, nello splendido scenario del Lungomare Caracciolo di Napoli; in cui chilometri di strada diventano un vero e proprio villaggio di 30.000 mq vivificato dalla presenza di 50 pizzerie tra le più rinomate. Inoltre, un valore aggiuntivo dell’evento è dato dalla presenza di centinaia di pizzaioli provenienti da tutto il mondo.

Se la pizza è la prosa dell’evento  si può capire come quello che lo circonda diventa la sua poesia; tant’ è vero, che l’evento vanta di avere un programma ricco di contenuti spaziando da laboratori didattici, concerti gratuiti, mostre, conferenze, seminari, animazioni e intrattenimento sia per adulti che per bambini.

Cosa rende la pizza poco digeribile?

Alcuni studi recenti, hanno appurato che la sensazione che ogni tanto sentiamo o percepiamo dopo aver mangiato la pizza, deriva da un’errata maturazione e non dalla quantità di lievito.

Quindi, sfatiamo  il mito che la quantità di lievito presente nella pizza possa essere causa di pesantezza e che, secondo il parere di alcuni,  la pizza possa continuare a lievitare in pancia, poiché a una temperatura di 60° il lievito di disattiva e di conseguenza i microorganismi che compongono il lievito non posso più esercitare la loro azione.

Come detto poc’anzi, la digeribilità dipende più che altro dal processo maturazione, nello specifico, dal processo che ha luogo dall’azione di enzimi, detti“amilasi”,  che sono contenuti nella farina, i quali comportano lo smembrare delle catene di amidi che vengono trasformati in zuccheri, che risultano, a loro volta, difficili da assimilare per il nostro organismo.  Gli enzimi si attivano nel momento in cui l’ acqua e la farina si uniscono.

Quindi la soluzione che si suggerisce è quella di far maturare l’impasto della pizza in un tempo che oscilla dalle 8 alle 12 ore; non solo, ma per riuscire ad ottenere un impasto corretto, è necessario  dosare adeguatamente il lievito, tenendo conto dell’idratazione, dell’ambiente e della farina.