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Solopaca: tra spumante e vino, la cantina più rinomata della Campania

L’aristocratico spumante Falanghina del Sannio Dop della Cantina di Solopaca vince la medaglia d’argento al Concorso  enologico internazionale. Non solo spumante ma anche frizzantini, vini e grappe che rendono la Cantina Solopaca, con&

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È la più antica e rinomata cantina della Campania, con i suoi 150 mila ettolitri di vino prodotto, i suoi 1300 ettari di terreno vitato, 600 viticoltori soci e 16 comuni coinvolti: parliamo della Cantina di Solopaca. Gusto e bravura che portano molti premi: ultimo riconoscimento in casa Solopaca è la medaglia d’argento vinto dalla Falanghina del Sannio Dop Spumante Brut per il Concorso Enologico Internazionale delle città del vino ‘La Selezione del Sindaco’.

COS’E’ LA CANTINA DI SOLOPACA

La Cantina di Solopaca, è una Cooperativa Agricola tra le più antiche della Campania. Con circa 120 mila ettolitri di vino prodotti è ai primi posti nella produzione regionale.

I vigneti sono ubicati in un vasto comprensorio che a partire dal comune di Solopaca coinvolge altri 16 comuni limitrofi, raggiungendo una superficie vitata totale di circa 1300 ettari. In questo territorio viene coltivato il Solopaca DOC, primo vino nel Sannio ad aver ottenuto il riconoscimento di origine controllata (D.O.C.) nel 1974. Le varietà coltivate sono la Falanghina, l’Aglianico, vitigni tipici del Sannio benventano, ma anche Greco e Fiano. Negli ultimi anni sono stati riscoperti anche vitigni legati alla tradizione come Coda di Volpe e Barbera.

Il Comune di Solopaca si stende alle falde del Parco Regionale del Taburno Camposauro, in provincia di Benevento, in una zona anticamente conosciuta come Sannio, da sempre vocata alla viticoltura. Sulle colline solopachesi nasce qui il favoloso "Solopaca Doc" la cui storia si perde nella notte dei tempi... persino Gioacchino Murat, generale francese e Re di Napoli, che ad assaggiare il vino di Solopaca, si esaltò al punto di paragonare la stravolgente potenza del vino a quella del cognato Napoleone.

Le uve coltivate vengono raccolte con sistemi tradizionali e conferite in cantina dove, dopo un’attenta selezione vengono vinificate ed imbottigliate. Lo stabilimento enologico è dotato di attrezzature per la vinificazione e imbottigliamento all’avanguardia e di una bottaia dove avviene l’affinamento dei vini rossi. L’azienda è dotata anche di una sala per le autoclavi dove vengono prodotti gli spumanti ed i vini frizzanti. Completano la struttura i magazzini per lo stoccaggio dei vini, una sala polifunzionale, ed il punto vendita aziendale.

La Cantina di Solopaca offre oggi un vasto assortimento di vini, suddivisi per linee di prodotto, distribuiti non solo in Italia ma anche all’estero, pronti a soddisfare le diverse tipologie di consumo, dall’uso giornaliero alla ristorazione più sofisticata, coniugando la più antica tradizione alle tecniche più moderne.

Dalla produzione della Cantina oggi nascono non solo il maschio e seduttore Rosso D.O.C., ma anche il corposo e vellutato Aglianico, il frizzante e delicato Amabile, la misteriosa e allegra Falanghina, fino alla nobiltà dell'aristocratico Spumante "Solopaca D.O.C."

SOLOPACA CITTA’ DEL VINO

Il territorio dove sorge SOLOPACA fu abitato, stando ai ritrovamenti, fin dall'epoca preistorica; tracce significative si hanno anche dell'insediamento sannitico e romano; ma le testimonianze più evidenti risalgono al periodo medievale.

La toponomastica (es. La Sala) testimonia anche la presenza longobarda; ma è a partire dal XII secolo, che si hanno notizie più certe. Secondo quanto afferma Don Vincenzino Canelli, noto cultore di storia locale, nelle "Assisa seu Statuta Civitatis Thelesiae" si legge: << facean corona a Telese i Casali di SORREPACA, SURRUPACA ET SANCTI JOHANNIS" unitamente a quelli di "Amorosis, Sancti Salvatoris, Pulliani et Ragete.>>

Nel medesimo documento si fa menzione dei venditori di vino "de Buctuariis" ( i vuttari) di SOLUPACA e dei beccai, venditori di carne. Anche nell' "obituarius"( registro dei defunti) della arciconfraternita di S. Spirito, nell'anno 1198 si trovano registrati dei nomi di persone provenienti "de casalis Sancti Johannis de SURRUPACA". E' presumibile, quindi, che i primi nuclei abitativi, i "Casali", siano stati più di uno e che abbiano fatto parte, nel basso medioevo, del feudo di Telese. Circa l'origine del nome si fanno varie ipotesi, riportiamo qui quella di monsignor Canelli che fa derivare Solopaca da "super pagos" cioè villaggio-casale situato in posizione sopraelevata rispetto a Santianni e agli altri villaggi della valle. Secondo l'autore dall'originario SURROPAGO per effetto della "rotacizzazione" invertita (della "R" in "L"), sarebbe derivato SULOPAGO da cui SULOPACA e poi SOLOPACA.

Oggi Solopaca è fra i centri più attivi del Sannio, noto per la caratteristica FESTA DELL'UVA (seconda domenica di settembre) nella quale sfilano carri allegorici ricoperti di chicchi d'uva.

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